Citazioni da “L’etologia” di Konrad Lorenz

Ad un certo punto del suo libro sull’etologia, ovvero sulla scienza da lui fondata che studia il comportamento animale con il metodo dell’analisi comparata, Konrad Lorenz cita il botanico Fritz Knoll. Cinquant’anni prima della pubblicazione del libro di Lorenz (la prima edizione è del 1978), Knoll scrive: “…per poter mettere a punto l’esperimento sugli animali che servono all’ecologia delle fioriture, lo sperimentatore deve, innanzitutto, acquisire una conoscenza approfondita delle abitudini di vita generali degli animali da studiare. Ciò si può ottenere solo con un’osservazione prolungata e rigorosa delle piante nel loro ambiente naturale e della relativa fauna. Solo dopo una tale preparazione si deve passare all’esecuzione di un esperimento. Anzitutto sarà bene eseguire gli esperimenti progettati, per quanto possibile, nella località naturale dei fiori studiati e dei loro insetti. Certi esperimenti per cui non è adatto l’ambiente originario, verranno eseguiti all’aperto in altri luoghi, più consoni al caso. Infine per quegli esperimenti che devono essere eseguiti in condizioni molto particolari, ci si potrà servire del laboratorio e delle sue apparecchiature. Gli esperimenti di laboratorio, se messi a punto sensata mente e con tutta la critica necessaria, spesso ci permettono di raggiungere gli ultimi dettagli di un fenomeno particolare, che, nell’ambiente naturale, troppo articolato, si sono sottratti a una chiara comprensione.”

Ecco, questo dice Kroll citato da Konrad. Nel mio piccolo ho interpretato il tutto come segue: per risolvere un mistero della Natura, il primo passo da fare è osservarlo con grande attenzione e altrettanta pazienza. Il secondo è quello di provare a formulare delle ipotesi. Il terzo è quello di verificare le ipotesi formulate attraverso un lavoro sperimentale sul campo e se necessario in laboratorio. Questa parte è forse la più importante… voglio dire che K. Lorenz sottolinea il fatto che è fondamentale la conoscenza del contesto in cui l’oggetto di studio si viene a trovare ed altrettanto importante è un’osservazione “non invasiva”. Il quarto è quello di avere il coraggio di essere critici in merito ai risultati ottenuti e all’occorrenza metterli in discussione riprendendo ad osservare con attenzione e pazienza. Questo metodo, a mio modesto parere, al di là della ricerca in etologia, insegna anche ad agire con cautela, coltivando il senso critico nei confronti del proprio operare. Mica è poco, mi pare. In definitiva insegna ad avere la giusta umiltà quando ci si pone davanti alle incognite della Natura e in un certo senso, della vita in genere. Ecco, a me tutto questo ispira grande fiducia e lo volevo dire. Tutto qui.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...