Sono una miscredente

Io sono una miscredente, mi si dice… eppure io credo.

Credo nel colore, fatto di una sola luce e delle luci fatte di colori che diffondono verdi su cieli opachi; credo nella stasi di un attimo inesistente, negli aghi dei pini, perfetti e dipinti da mani invisibili e nelle crune sottili come filamenti di stami e levigate come semi dispersi nell’acqua.

Credo nella riservatezza e nell’insonne bellezza delle rose canine.

Credo nella parsimonia, nell’elargizione della giusta misura, nel ritmo silenzioso e ondulato dei refoli di vento a quote inarrivabili.

Credo nel colore di una piuma e nello sfumare sottile di un occhio che s’illumina fra un frammento di cielo e la coltre verde di un sipario di profumi.

Credo nel distacco, nell’indifferenza che mi salva l’animo e l’umore; credo nel saper non sentire, per sentire tutto e ancora più forte.

Credo nella terra asciutta, negli scalini fatti di radice, zolla, muschio, profumo e acredine.

Credo nella forma sinuosa degli anfratti sotto corteccia, nelle caverne millimetriche e nelle tane ad umidità costante.

Credo nel movimento invisibile di microscopici disegni; credo nella ritrosia dei felini, nella bontà dei canidi, nella ferocia di chi si nutre di ciò che sa essere il suo unico pasto.

Credo nella Morte e anche nella Morte venero la Vita.

Credo nelle stelle che non conosco, che sono infinite e credo nel mio infinito non conoscere.

Credo nel buio, nel canto delle civette, nel volo silenzioso dei rapaci notturni e nelle evoluzioni spettacolari dei balestrucci nell’ora del crepuscolo.

Credo nella terra che calpesto, nell’erba tagliente che mi scivola sotto i palmi quando la via è irta e credo nella fatica, nel ritmo del mio respiro e nella stagione oscura, come credo nella stagione colma di luce.

Credo nell’aria profumata dopo la pioggia, nella luce che filtra fra le coltri d’arcobaleni.

Credo nel mio non saper dire e nell’accumulo di variabili fantastiche fra le sinapsi della mia mente; credo nella mente e nelle ragnatele sottili che mi legano al mondo.

Credo in ciò che amo e che so vedere e poi credo soprattutto in ciò che non vedo e che fin troppo riesco a sentire.

Credo nel silenzio, nella solitudine perfetta, nella storia non scritta e in quella mai detta.

Credo nell’anima del tutto che aleggia nell’esperienza ancestrale del mondo.

Credo nel limite e nel confine fra ciò in cui credo e ciò che non conosco e credo di essere felice di poterlo e volerlo ancora cercare.

Oggi credo così e credo che domani crederò in modo diverso, perché credo nel diritto di ragionare, di cambiare parere e di raccontarmela e di vivermela come mi pare.

E.G.

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19 thoughts on “Sono una miscredente

        1. In realtà quando ho scritto questo pezzo ero un tantino contrariata da certi atteggiamenti poco limpidi e parecchio ipocriti, lo confesso. Forse le sfumature sono fin troppo sfumate, forse avrei voluto essere più esplicita, ma qualche cosa mi ha frenato… probabilmente la volontà di non cadere nell’osceno… o nell’insulto fine a se stesso. Forse ho fatto bene a ripiegare su sensazioni meno astiose… l’alternativa sarebbe stata un pezzo troppo g-rap perché risultasse credibile… forse.

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