Togliamoceli di mezzo, per cortesia!

Mi chiedo, a volte, perché si tergiversa, si dicono cose che non si pensano e si pensano cose che non sono mai state dette e forse nemmeno mai pensate. Mi viene il dubbio che lo si faccia perché si hanno dei pregiudizi… o perché si ha paura di un giudizio altrui. E’ facile che se si hanno dei pregiudizi si giudichi pesantemente e con una certa facilità… probabilmente si giudica pesantemente in primis se stessi. Tutto ciò genera confusione e nella confusione nascono i malintesi e quindi la sofferenza gratuita. C’è gente che vive nel malinteso, probabilmente un po’ anche nella supponenza. Voglio dire, se c’è una difficoltà nell’interazione umana è quella data da questi due fattori fuorvianti: il giudizio e la paura del giudizio. Se dovessi scrivere un programma politico metterei al primo posto l’impegno per un profondo risanamento da questi due pessimi malcostumi, se così li possiamo chiamare. Provate un po’ a pensare a quanto dànno sanno fare il giudizio e la paura del giudizio; pensateci! Provate a pensare a quanto i nostri pensieri e quindi le nostre esistenze sono condizionati da queste due “pessime abitudini”, talmente radicate in noi da essere praticate inconsapevolmente. Ogni volta che puntiamo il dito, dovremmo sentire una scossa elettrica, come accade con i fili pastore quando si oltrepassa il limite. Accade ad ogni età, in qualsiasi contesto. Tutti lì con il dito puntato! E se non è puntato verso gli altri è puntato verso sè stessi! Pessima abitudine, pessima pratica! Se fossi un premier in carica promulgherei una legge che bandisce entrambi, così, come presupposto per un’attività di governo più serena e costruttiva. Nel frattempo cerco di liberarmene nel mio piccolo, cerco di bonificare la coscienza, di liberarmene. E’ un impegno serio e gravoso, questo, ma anche necessario, vitale.

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14 thoughts on “Togliamoceli di mezzo, per cortesia!

    1. Anche il giudizio su se stessi a volte è distruttivo e limitante. L’autocritica o la capacità di critica non ha molto a che vedere con il giudizio, non così come è inteso nel post. La discriminante fra la critica ed il giudizio sta nel risultato che questi producono: il giudizio produce confusione, dolore, limitatezza; la critica produce pensiero costruttivo, idee, motivazione al miglioramento. Questo vale sia per la critica ed il giudizio nei confronti di se stessi che per la critica ed il giudizio nei confronti degli altri. E penso che giudicare se stessi più o meno pesantemente non porta a nulla di buono.

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      1. La critica verso se stessi o gli altri, come pure il giudizio (verso se stessi o gli altri), è un bene inestimabile solo se non arreca danno per sè e per gli altri.Altrimenti è preferibile, come dici tu, toglierli di mezzo!

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        1. Sì, stiamo dicendo la stessa cosa, mi par di capire… ribadisco che è necessario distinguere bene fra critica e giudizio. Il giudizio ha effetti ben più pesanti e devastanti, anche se forse non ce ne rendiamo ben conto. La critica serve a pensare; per questo deve essere costruttiva. Se è costruttiva si allontana dal giudizio, altrimenti lo ricalca. Questo è un po’ quello che ci tenevo a sottolineare.

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  1. Formulare giudizi prestampati, senza nemmeno ascoltare quello che dice l’interlocutore, è una cattiva abitudine di tanta politica dei nostri giorni ed è anche sintomo di scarsa intelligenza. In questo modo si ragiona per stereotipi, si semplifica e si arriva allo scontro. Non è facile, non è da tutti, accettare l’idea che la vita non abbia carattere bitonale, ma proceda per sfumature di colore. Certo, usare solo due colori, il bianco e il nero, è più economico, ma non rappresenta la realtà.

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    1. La realtà è fatta di pensieri ed i pensieri sono ciò che produce ognuno di noi, e nessuno di noi è uguale a qualcun altro, quindi la realtà è varia quanto possono essere vari i pensieri che produciamo, ovvero, la realtà ha in sè infinite verità; se è così non esiste una verità, esistono le idee. Il giudizio si arroga la certezza di un’unica verità. E’ stupido e sterile, eppure è anche così comune!! Tanto che nemmeno ci rendiamo conto quando accade. Se vogliamo considerarci esseri evoluti (??!!??), mi chiedo come possiamo continuamente sottostare a un meccanismo mentale tanto perverso. Mi scuso se sono stata contorta, ma sto provando a dire perché secondo me giudicare è inutile e dannoso. Esserne convinti, capirne il motivo è un passo fondamentale per “guarire”; è importante. Tu, Diak, poni il problema in senso più generale, più ampio, estendendolo a risvolti sociali, ma io credo che per guarire da questo male è necessario fare un’analisi personale prima, e solo poi, di conseguenza, estenderla al sociale. Altrimenti rischia di essere una presa di posizione fine a se stessa. Criticare la politica perché non sa costruire, non aiuta a crescere abbastanza per costruire noi stessi. E se non cresciamo noi, produrremo sempre una politica infantile, inefficace, se non dannosa o inutile. Prima ognuno dovrebbe guarire se stesso e poi può guardare fuori e cercare di agire al meglio e di conseguenza per migliorare anche il contesto.

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    1. Credo che ognuno è in grado di capire se il giudizio che ha di se stesso è costruttivo o depotenziante. Tu lo sai meglio di chiunque altro, questo. E’ così per tutti, solo che a volte non siamo abituati a pensarCI in maniera introspettiva. Accade allora che ci giudichiamo molto peggio di ciò che siamo, magari perché qualcuno ci ha insegnato a farlo e noi siamo stati a sentirlo, convincendoci di un giudizio che non è nostro, anche in merito a noi stessi. La domanda che funziona in questo caso è quella famosa: “IO CHI SONO”? E la risposta ce la dobbiamo dare noi, senza sentire il parere di nessun’altri che noi stessi. Il giudizio di terzi, in questo caso, non aiuta. E tu sei in grado di darti una risposta, solo ci vuole un po’ di tempo, un po’ di “dedizione a se stessi”, forse. 🙂

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  2. la mancanza di autostima porta alle reazioni più diverse e spesso dannose alla società : malignità, soprattutto invidia , giudizi arbitrari spesso calunniatori…ma la tragedia più grande è che ti ritrovi vecchio e col fiele in bocca…

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    1. In un certo senso la mancanza di autostima può essere ricondotta al giudizio che è stato subìto in passato. La causa prima è sempre quella: “l’essere stati giudicati”, in modo pessimo, il più delle volte. Gli effetti devastanti, poi, sono in parte quelli che descrivi, ma a volte sono anche peggiori.

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