La riserva penitenziaria naturale

La riserva penitenziaria naturale

STILEMINIMO

Nella penombra di un’alba offuscata da nubi pesanti e dall’aria raffreddata dall’incombere di una tempesta imminente, ho provato una strana sensazione stamane, come quando si cammina per sentieri sconosciuti, lassù sulle montagne, o qui fra i boschi ripidi e frastagliati di rocce impervie, e all’improvviso il sole viene coperto da un’onda leggera di nebbie che si fanno via, via sempre più fitte e si rimane stupiti da quanto poco ci mette la Natura a cambiare idea.

Lo stupore incalza come una cantilena con un’infinità di strofe sempre nuove quando ci si addentra su percorsi boscati che non si conoscono. Niente assomiglia a niente che già non si conosca, in definitiva; un larice aggrappato alla roccia non è mai un semplice larice, l’ago di un abete che sembra piangere rugiada fresca non è mai “solo” l’ago di un abete ed il movimento di una megaforbia cullata dai refoli che salgono dalle…

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