DALTANIOUS

Io sono nata nel 1974, quindi quando ero bambina negli anni ’80, in televisione (che allora guardavo perché ne valeva la pena), davano tantissimi cartoni animati giapponesi e fra questi primeggiavano quelli che avevano come protagonisti dei robot straordinari guidati da degli umani. Da Mazinga a Goldrake, da Jeeg Robot d’Acciaio a Daitarn 3 a Trider G7 e Daltanious. Ecco di quest’ultimo ho amato tutta la serie, ma in particolare mi piaceva pazzamente la sigla che cantavo in continuazione a squarciagola per la gioia dei miei compagni di scuola che, loro malgrado, mi dovevano sopportare anche sul pullman che mi veniva a prendere e mi portava a scuola mentre mi esibivo in sguaiate performance canore. Ebbene per la gioia di tutti i nostalgici amanti di manga, cartoon e fumetti, fortunatamente in rete si trovano tutte le sigle dei cartoni animati di allora e fra queste c’è ovviamente anche la sigla di Daltanious!!! Ebbene, ci credete che ancora oggi se mi capita di risentirla, per almeno una settimana poi non riesco a smettere di cantarla? Proprio ci provo un gusto fisico!! Vi metto il link, così potete capire di che parlo.

Sigla di Daltanious

DALTANIOUS

Questa sostanza canora che fin da quando ero un’infante mi dà un’ assuefazione cronica, apriva e chiudeva le puntate della serie (a volte le sigle di chiusura e di apertura di uno stesso cartoon erano diverse), e s’intitola, udite udite: Daltanious, giusto per non avere dubbi. E’ stata scritta da Franco Migliacci, sulla musica di Massimo Cantini e con l’arrangiamento di Alessandro Centofanti, eseguito dai Superobots alias Superband alias Roking Horse e cantata da Rino Martinez. I superobots cantarono moltissime sigle dei carton di quegli anni e insieme a Cristina Davena, i Cavalieri del re e pochi altri, penso fossero fra i più popolari cantanti di sigle televisive per bambini.

La serie di Daltanious è di 47 episodi dei quali credo di non averne perso nemmeno uno. Li trovate in rete su youtube e ovviamente ve li consiglio.

Quel che accomuna i manga di questo tipo ed i cartoon’s che da essi vennero tratti, sono i principi di giustizia, lealtà e amicizia che volevano esserne alla base. Il fatto che i buoni si sapeva perfettamente chi erano ed i cattivi anche, e sto fatto che la lotta era sempre quella del bene contro il male, del giusto contro l’ingiusto e delle forze della luce contro le forze delle tenebre, non lasciavano dubbi: gli eroi da imitare erano quelli buoni, punto! Perché i buoni soffrivano e noi bambini soffrivamo con loro, ma alla fine vincevano sempre.

DALTANIOUS31

Questo è Daltanious in tutto il suo splendore. Mi sono chiesta in età più adulta se tutte quelle croci rosse che ricordano tantissimo le croci templari, nonché la spada brandita a mò di Arcangelo Michele fossero casuali… mah… tant’è che i principi che Daltanious incarna somigliano parecchio a quelli che porta avanti l’angelo guerriero di origine cristiana, per non parlare del leone sul petto, che sappiamo tutti è un altro simbolo cristiano e in particolare di uno dei 4 evangelisti. Ci sarebbe da ragionarci su e magari lo farò con chi è interessato a questi aspetti legati al simbolismo.

Tuttavia, tornando un po’ all’epoca di allora, mi ricordo che ti immedesimavi e ti incazzavi proprio di pancia con gli alieni Akron, perché erano evidentemente nel torto, erano brutti, brutti e cattivi, cattivi e non vedevi l’ora, di puntata, in puntata che il bene e la giustizia prevalessero e vincessero una volta per tutte sul male e sulla cattiveria di quegli alieni venuti per distruggere la terra!! Perché lo sapevi che sarebbe finita così, e cioè che l’arcangelo… heeem… che l’eroe avrebbe vinto, ne avevi la certezza… era solo questione di tempo. Funzionava così all’epoca, era tutto molto semplificato e tu crescevi pensando che anche il mondo fosse semplice semplice, che c’erano i buoni e i cattivi e che tu per essere come Daltanious dovevi essere buona, e potevi contare sugli amici, che erano tutti leali e pronti ad aiutarti e su molte altre persone buone come te che con te combattevano una battaglia comune, perché non contemplavi nemmeno l’idea di essere qualcosa di diverso da questo, non c’erano alternative; solo così avrebbero vinto i giusti e i buoni e anche tu ne saresti uscita vincitrice.

E invece poi cresci e ti rendi conto che essere buoni non paga molto e che non è vero che ti porta a vincere, perché la bontà ti porta a stare indietro, a soffrire moltissimo e a chiederti dov’è che stai sbagliando. A un certo punto ti vengono i classici dubbi da ingenua adolescente, ecco. Ti vien da pensare che se vuoi uscirne, non dico vincitrice, ma almeno viva, devi essere molto più cazzuta e stronza di un alieno Akron, perché il mondo  è colmo di insidie e ambiguità e non c’è molta chiarezza fra il bene e il male e fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Sarebbe bello, ma non è. Te lo figuravi così da piccola, vedendolo attraverso gli occhi dei supereroi, ma ti hanno mentito, forse perché è giusto che ai bambini si insegnino le cose giuste da pensare e da fare e si spera che poi la vita non sia troppo bastarda con loro. Almeno posso dire che finché ci credevo che la giustizia era ciò che tutti gli umani perseguivano come principio primo, e la luce vinceva sempre sulle tenebre, stavo da dio e tutto sommato è durato per un periodo abbastanza lungo, dài. E’ stato bello, e mi piace ricordarlo… quel mondo fatto di buoni principi. Il punto critico è stato quando ho scoperto che gli alieni Akron sono fra noi… per questo cerco di tranquillizzarmi ogni tanto, cantando la mia sigla preferita.

Vi lascio anche il testo… e se ve lo imparate a memoria, magari possiamo cantarlo insieme un giorno 😀

Daltanious
Daltanius… Daltanius… vai…
per Daltanius che compare giu’
e il nemico non esiste piu’
e’ Daltanius che ci aiutera’
super-balestra, frecce, spada, lame, boomerang
odia gli stupidi
aiuta i deboli
dagli invasori ci difendera’
lui si sacrifica
lo sa che è l’ultima
speranza dell’umanita’
extraterrestre via
da questa Terra mia
togli le zampe o ce le lascerai
ti spacca in quattro lui
ci fa una croce su
e tu non ci sei piu’
per Daltanius che compare giu’
e il nemico non esiste piu’
e’ Daltanius che ci aiutera’
non s’arrende mai, è troppo forte
non è nato ancora chi lo battera’
ha in mente Kento e va
con le astro-gambe va
e il suo leone in petto ruggira’
tutto disintegra
quando gli girano
le lame boomerang
trappole, agguati, trabocchetti, imboscate lo circondano
mostri giganti e striscianti serpenti, è in pericolo
Daltanius non si fermera’
e’ troppo forte e vincera’…
odia gli stupidi
aiuta i deboli
dagli invasori ci difendera’
lui si sacrifica
lo sa che è l’ultima
speranza dell’umanita’
extraterrestre via
da questa Terra mia
togli le zampe o ce le lascerai
tutto disintegra
quando gli girano
le lame boomerang
per Daltanius che compare giu’
e il nemico non esiste piu’
e’ Daltanius che ci aiutera’
non si arrende mai, è troppo forte
non è nato ancora chi lo battera’
per Daltanius che compare giu’
e il nemico non esiste piu’
e’ Daltanius che ci aiutera’
non si arrende mai, è troppo forte
non è nato ancora chi lo battera’
per Daltanius che compare giu’
e il nemico non esiste piu’
e’ Daltanius che ci aiutera’
non si arrende mai, è troppo forte
non è nato ancora chi lo battera’…
Compositori: Francesco Franco Migliacci / Fabio Massimo Cantini
Testo di Daltanious © UNIVERSAL MUSIC PUBLISHING RICORDI SRL.

 

 

47 pensieri su “DALTANIOUS

  1. Quella dell’arcangelo Michele è senza dubbio una figura importante nella tradizione cristiana, ma le sue origini sono diverse: ha un corrispettivo nel dio Mitra dell’induismo e molti caratteri in comune con il Marduk babilonese e con il greco-latino Hermes ovvero Mercurio.
    Secondo me, la croce e la spada non fanno riferimento ai templari, bensì ai moschettieri francesi del XVII secolo. Del resto, ho letto che il nome di Daltanious è stato ispirato da quello di D’Artagnan 🙂

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    1. Hmmm… ok, sarà come dici tu Claudio, ma mi vien da pensare che sta croce nei cartoon’s appare un po’ troppo spesso. E se ci pensi pure quella dei tre moschettieri è una croce templare, un po’ ingentilita dai gigli, altro simbolo parecchio di parte, diciamo. Pensa a Lady Oscar, che ha un’immensa croce azzurra sul petto, oppure a He Man, che ha la stessa croce rossa di Daltanious e praticamente all’altezza del cuore è vestito solo di quella, pensa a Daitarn 3 che sul petto ha praticamente un cristo in croce su uno scudo, Mazinga poi ha addirittura il triangolo rosso rovesciato sullo sterno 😀 :D… e tutte quelle corna? NOn c’è super eroe manga o robot di quegli anni senza corna, insomma, mi fermo qui, perché sennò mi si da della complottista 😉

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      1. Visto che gli autori di Daltanious & Co. sono giapponesi, mi riesce difficile credere che le croci con cui disseminano i loro disegni abbiano a che fare con il simbolo cristiano. A meno che, appunto, non vogliano alludere alle croci che campeggiano sulle divise dei moschettieri – cosa che mi pare tutto sommato verosimile: così nei romanzi di Dumas come nella vicenda di Cyrano de Bergerac, i moschettieri hanno princìpi morali sostanzialmente identici a quelli dei personaggi positivi dei disegni animati.
        Tuttavia, secondo me, per sapere esattamente che cosa rappresentino le croci e gli altri simboli (anche le corna) presenti in quei disegni bisognerebbe addentrarsi nei meandri della cultura giapponese.

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        1. Oppure bisogna andarea fondo e vedere chi finanziava le produzioni di quei cartoni animati in quell’epoca particolare. 🙂 A me sta bene che l’oriente abbia molto poco di cristiano, è così, è un fatto culturale, ma è proprio per questo che tutti quei simboli mi stonano. Se non fosse così non li avrei notati… E c’è un’altra cosa: nei cartoon e nei manga odierni quei simboli sono spariti, eppure sono disegnati e prodotti dai giapponesi! Come ce lo spieghiamo? (mi piace fare un po’ di complottismo, ogni tanto :P)

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          1. C’è anche chi dice che i soggetti venivano presi in occidente e poi sviluppati dai giapponesi che, in questo sono ed erano unici e maestri. I cartoon come Heidi, ad esempio, sono prese da romanzi occidentali, così come Anna dai Capelli rossi, e la stessa Lady Oscar ambientata a Versailles, e Lupin, che scorazza per le vie di Parigi… vennero scritti a 4 mani da giapponesi e sviluppatori italiani, francesi… insomma, ce ne sarebbe da dire, ma io son contenta così, ovvero che tu mi abbia dato modo di avere un confronto 😀 😀

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          2. Bisogna anche considerare che la croce greca e il quadrato presso varie culture, anche molto antiche, rappresentano la terra, intesa come uno dei quattro elementi naturali, e così nei cartoni giapponesi i difensori del nostro pianeta contro gli alieni sono affastellati di simboli che affermano con forza il loro essere terricoli, a scanso di equivoci.
            D’altra parte, oltre alla croce si deve prendere in considerazione la presenza di teste nelle immediate vicinanze delle croci, come per esempio la testa di leone sul petto di Daltanious il Crociato crucifero e la testa di He-Man proprio sopra la croce che porta sul petto, a significare che i nostri eroi sono purtroppo divorati dal demone del gioco, “testa o croce?” essendo un azzardo di rapido consumo, sicuramente meno impegnativo del poker e della roulette.
            ^_^

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          3. 😀 😀 😀 😀 perdonami, ma questa tua interpretazione mi ha davvero sorpresa (e divertita assai!!) O forse il leone è associato al coraggio, ed il cuore è la sede del coraggio… forse si può spiegare anche così! 😀 E He Man ha la croce sul cuore per lo stesso motivo e così tutti gli altri… ma mi darai atto che non sembra casuale. 🙂 E le corna ricorrono ancora e ancora, anche in DEvilman, che è eplicitamente demoniaco, ma si sa che la parte demoniaca non è per forza di cose negativa. Il Daimon è ciò che ci permette di realizzare le nostre potenzialità, passando dalle tenebre alla luce. E’ la nostra ombra, come direbbe Jung, ed è ciò che ci muove da dentro, il nostro serbatoio alchemico, quello che va elaborato, trasmutato in luce. Diciamo… Dici che i manga giapponesi degli anni 80 sono stati scritti per parlare al nostro inconscio e dirci tutto questo, o continui a sotenere la teoria del testa o croce? :O

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  2. Pelle d’oca mentre mi hai “costretto” a cantare la sigla con te! 😀 Beh, siamo coetanei. 😉
    Il mio preferito in assoluto era Daitarn3, però…
    Ci penso spesso a questa cosa, sai: che noi, di quella generazione, avevamo signori cartoni animati che ci hanno profondamente formato la morale. Per questo tendiamo a certi ideali di giustizia non comuni.
    Poi un giorno cresci e capisci che renzusconisalvindimaio sono un’unica entità nefasta. E allora diventi anarchico. O meglio capisci che in fondo lo eri sempre stato… 😉

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      1. Sinceramente non so come facciano gli altri umani a sbattersene immensamente di tutto avendo i paraocchi sugli occhi, fissi a perseguire quella pseudo felicità che credano esista, pensando solo al loro orticello.

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        1. Oh è facile… ti dirò che è anche molto più comodo, se è per questo; però non giudico nessuno, solo mi piacerebbe riuscire a smuovere qualcosa ogni tanto.. mi piacerebbe avere attorno più persone vive… nel senso di vive davvero, con la voglia di fare cose per migliorare se stessi e migliorare il mondo! C’è gran bisogno di buoni esempi, di spiriti accesi e liberi! Sarebbe bello frequentarli e poter parlare di cose come queste anche nel quotidiano. Ma io ho un caratteraccio, sono piuttosto intransigente di fronte alla stupidità e questo non aiuta. Ho una pessima reputazione! Dire sempre quel che si pensa non paga in termini di rapporti umani. Per fortuna c’è la rete!!! 😀

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          1. Migliorare sé stessi… E’ da lì che ho cominciato. Poi però, al contrario di quanto afferma il Buddhismo [spero di aver collocato bene l’acca :-D], quello non mi è bastato, perché non mi può accontentare che il mondo vada così storto come va – a proposito, sono felice che hai voluto dedicare un blog intero alla bellezza, che certo non fa mai male…
            Io adoro la sincerità! ❤ Con me puoi e devi essere sincera. Proprio recentemente sono stato in contatto con una persona che con tutta l'ambiguità che ha messo nel rapporto virtuale, lo ha compromesso… E questo nonostante più volte le dicessi di non essere ambigua… Ma in questo casi qualcosa vuol dire. Cioè, ad esempio, tu dici che hai un caratteraccio e su certe cose non transigi. Non è detto che sia un problema: magari ti risparmia un mucchio di problemi futuri… 😉

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          2. NOn mi dire che devo essere sincera, non so essere altro, purtroppo; vedi, io ho un limite vero in tal senso, anche se è un limite agli occhi degli altri, non miei: non riesco mai a capire se quello che dico alle persone è appropriato o meno. Per questo vado meglio con lo scritto; le parole scritte difficilmente sono ambigue… per di più se leggo quello che la gente mi scrive non devo cercare di interpretare espressioni e sguardi, che lo confesso, mi mettono a disagio. E’ una cosa che non ho mai saputo gestire… io penso meglio scrivendo, parlo meglio scrivendo, mi relaziono meglio scrivendo; è molto più semplice per me… implica meno interazioni dirette. In tal senso la mia sincerità è un po’ un problema, perché non è propriamente quello che si aspetta la maggior parte delle persone. Non so se mi sono spiegata.

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          3. Non è che sei un po’ come Sheldon di Big Bang Theory che ha difficoltà a interpretare le espressioni umane? 😉 Io invece talvolta mi sono trovato in difficoltà a gestire rapporti virtuali ambigui, come ti ho accennato. Mentre nel mondo reale mi basta davvero poco per inquadrare una persona. Questo fatto mi dà molto fastidio (che quando sono nel virtuale non posso mai essere sicuro se interpretare in una maniera o nell’altra certi dubbi che mi prendono). Però credo che con te non avrò problemi, dato che non ti paleserai in maniera ambigua. 🙂

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          4. Okay. Allora dimmi tu semmai se trovi me ambiguo o se non ti sono chiare alcune cose che scrivo, perché scrivo tanto, da molteplici punti di vista, e potrei destabilizzarti, se le cose stanno così. 🙂

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          5. Se ti avessi trovato ambiguo te l’ avrei già detto. Non so chi e come sei, ma questo è normale; non ti conosco… Come faccio a capire se sei ambiguo? Io sto qui per avere un confronto, per condividere idee e passioni e so perfettamente che i feedback possono essere i più disparati. Non mi preoccupo… Fino ad ora tutta gente rispettosa educata e gentile, questo mi basta 🙂

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          6. Statisticamente parlando hai ragione tu. Però io sono uno assillato dai dubbi, che non vorrebbe mai fare un torto a uno che non lo merita, per questo delle volte ci casco concedendo un’altra opportunità (e dando anche l’impressione di essere una persona senza carattere)… 😉

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    1. Non credo di aver mai visto Daltanious. Con mio figlio, che si è nutrito di cartoni giapponesi, guardavamo Excel Saga, Inuyasha e altre cose molto più surreali e meno caratterizzate sotto il profilo etico. Insomma, più alla Murakami che alla Dumas. La filosofia era molto più sfumata e non si capiva bene chi fossero i buoni e i cattivi, un po’ come nella mitologia classica. Gli dei erano buoni o cattivI? Mah…

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      1. Eravate meno schierati tu e tuo figlio, insomma! 😀 Forse è così che dovrebbe essere, ma in questo mondo “liquido”, come dice Bauman, te lo cito:”..l’incertezza, che dell’insicurezza è la causa principale, rappresenta di gran lunga lo strumento di potere più incisivo, anzi, la sua essenza stessa”! Quantomeno noi da piccoli avevamo due certezze: che il bene esiste e che avrebbe vinto sempre! Punto. 😀 😀 😀

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  3. Bel post, ho letto molto volentieri il racconto di questa tua esperienza, resa molto bene e, tra l’altro, mi hai rivelato un mondo che mi era sconosciuto. Mi confermi che ogni generazione ha i suoi riferimenti e ricordato le mie abbuffate di Salgari e poi, di Simenon. Fantasioso il primo, ma ben più concreto il secondo. A dare concretezza c’era di mezzo il morto. In ambedue i casi, come nel tuo, vinceva sempre il bene. Forse è giusto così. Che si cresca con l’idea del bene. Per ricordarsi dopo, nelle tempeste della vita, che il bene comunque esiste.

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    1. NOn solo il bene esiste, ma come Daltanious dice sempre, “VINCE!!!” 😀 😀 Salgari è un mio punto di riferimento e di lui ho amato prima la serie di Sandokan in televisione e poi anche tutti i suoi racconti… ho anche provato a imitarlo per un periodo… ma ho fallito!!! 😀 E ho visto tutti gli episodi del Comissario Maigret, quelli interpretati da Gino Cervi e quindi ho letto i racconti di Simenon, perché c’era un tempo in cui la televisione serviva a produrre cultura, a incuriosire! Tempi andati… ora c’è la rete e occorre sfruttarla al meglio!! Ma di generazione in generazione son sempre state prodotte cose buone, e questa è la conferma dell’affermazione di cui sopra, ovvero che il bene esiste, il punto è che in questo particolare momento storico occorre fare moltissima attenzione per riuscire a vederlo e non bisogna demordere nel cercare di produrlo, con ogni mezzo, con ogni talento a disposizione; è quando calano le tenebre che bisogna fare in modo di tenere il fuoco sempre acceso. E’ un dovere per ognuno di noi, questo… quantomeno Daltanious ti risponderebbe così 😛

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      1. Gino Cervi, imbattibile Maigret! In merito a tutti gli altri vari interpreti… caution: diffidate delle imitazioni!
        PS: domattina quando leggerò il giornale, vedrò di ricordarmi delle parole di Daltanious, che non si dissolvano in acre fumo puzzolente di pece e zolfo all’avanzare dei titoli e delle pagine… 🙂

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        1. Se posso dire la mia a tal proposito, sarebbe proprio meglio non leggerlo il giornale se vuoi continuare a pensare che il bene esiste; non per altro, ma io sempre più il sentore che i giornali siano scritti per risucchiarci quell’energia che a fatica accumuliamo leggendo i testi di Simenon… e non sono utili, tutt’altro, sono estremamente dannosi, i giornali! E i telegiornali ancora di più! Non guardarli, leggiti Salgari, guardati i cartoon’s, sogna come facevano i ragazzi di una volta e re-innamorati dei classici; così mantieni vivo il fuoco e i mercanti li metti al tappeto con un razzo fotonico e una rete elettrica!!! 😀 Ascoltati la canzone del cartoon del libro Cuore e sorridi :)… lascia perdere i giornali! https://youtu.be/yl1qUspsL2E

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          1. Il fatto è che “Nessun Uomo è un’Isola” e inoltre come con i colori non puoi dire “bianco” se non conosci il “nero”… In ogni caso, leggendo Simenon ma poi anche magari Tolstoj e qualcun altro, è più facile superare trucchi e trappole mediatiche e capire anche, perchè no?, certi fumi pure del vicino di casa… 🙂

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          2. Ok, conoscere è sempre sano, ma farsi soverchiare dal nulla mediatico e dalla feccia editoriale mi sembra un po’ eccessivo; il bombardamento di schifezze è soverchiante, mi darai atto, e per poter valutare in maniera lucida è utile non esporsi troppo al fuoco nemico, perché equivarrebbe a fermarsi in mezzo al campo di battaglia mentre attorno ti sparano addosso i cecchini da ogni dove. Non siamo isole, ma forse è meglio cercarsi quantomeno un luogo riparato dalla mediocrità, o peggio, dalla sporcizia dei venditori di bisogni fasulli e merce inutile. I media creano disagi e vuoti che in qualche modo la gente deve riempire ed il modo più immediato è consumare oggetti e servizi che gli stessi media spacciano per vitali. E’ un circolo vizioso che magari tu riesci a definire ed evitare, ma nella maggior parte dei casi ti assicuro che non è così! Le manipolazioni le trovi nei luoghi più impensati e di sicuro le trovi davanti alla televisione o leggendo un qualsiasi giornale. Informazioni più pulite le puoi trovare in rete, anche se costa un po’ di fatica cercarle… e così eviti di diventare un’isola, ma anche di farti prendere per i fondelli (uso un espressione gentile). .

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  4. Mia madre usava ripetere il proverbio: Chi pecora si fa lupo la mangia 🙂
    Ci fosse più cultura, i lupi da te descritti ne uscirebbero ridimensionati, ma la cultura costa fatica… così ecco il circolo vizioso, dei lupi cattivi ma anche delle pecore si fanno mangiare anzi godendone… 🙂

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  5. Per questioni anagrafiche (ho quasi un decennio più di te), io mi sono fermato a Goldrake e agli Ufo Robot. Ma credo di capire di cosa parli. Anche perché tante volte nella vita anch’io mi ricanto
    “Mangia libri di cibernetica,
    insalata di matematica
    e a giocar su Marte và…
    Lui respira nell’aria cosmica
    è un miracolo di elettronica,
    ma un cuore umano ha…
    Ma chi è?, Ma chi è?
    Ufo Robot, Ufo Robot.”
    E sogno di combattere il male con alabarde spaziali…

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  6. Daltanious (o almeno il suo disegno) è risaputo sia ispirato in qualche modo a I tre moschettieri. Ma non mi sono mai spinto a cercare troppi significati, anche perché non è facile con i giapponesi! Resta uno dei miei preferiti e mi piace ricordarlo con la leggerezza di quel tempo.

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    1. Tutti dicono che è ispirato ai tre moschettieri, Topper Harley, e io posso anche crederci, perché è l’unica spiegazione ufficiale. 🙂 Ma mi piace costruire ipotesi, anche se fondati su mere intuizioni, il più delle volte :D. Il sentimento un po’ nostalgico è d’obbligo…

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        1. Associarli ai manga è il filone più sicuro per carpirne i significati più reconditi che, però, a volte nemmeno ci sono. Ma spesso si scoprono delle chicche davvero interessanti; certo occorre prendersi la briga di andare a spulciare e non è da tutti. Io ho sempre pensato che nelle storie più belle, quelle che prendono veramente, che ti rapiscono il cuore, la mente e l’anima, per forza di cose ci debba essere qualcosa di nascosto, di non scritto, ma accennato o implicitamente presente nella trama. A me piace leggere fumetti e libri in questo modo un po’ bizzarro, se vuoi, perché dà al tutto un gusto doppiamente godibile. Ma mi rendo conto che posso apparire un po’ eccessiva, quindi cerco di non esternare troppo 😀 😀 😀 Di Daltanious certamente il nome è preso da D’Artagnan, quello che fra i moschettieri è il meno moschettiere di tutti 😀

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