I miei appunti durante gli interessantissimi corsi di formazione che mi propinavano al lavoro

Io a scuola andavo bene. Ma la odiavo. L’ho sempre odiata. Mi piaceva capire, e a scuola non capivo una benemerita, perché ti riempivano di nozioni, ma non ti spiegano il perché delle cose. A me interessava il perché e provavo immensa frustrazione per le risposte mai date. Mi cercavo le risposte da sola, a casa, leggendo, studiando altro. E non ho mai provato tanta noia repressa come durante gli anni di scuola; o forse sì… la noia peggiore l’ho provata dopo, durante le ore interminabili e colme di devastante frustrazione che ho vissuto frequentando i corsi obbligatori di formazione per il lavoro. Una noia mortale. Mortale, ribadisco. Facevo fronte disegnando… cercavo di estraniarmi, come potevo. Combattevo il sonno scarabocchiando. Chili e chili di inchiostro…. molti di quei lavori li buttavo nel cestino a fine lezione…. per dimenticarmi della giornata. Altri li ho trovati nelle tasche delle giacche che mettevo allora; li ho trovati lì, in questi giorni, perché ho svuotato l’armadio e ho buttato anche quelle giacche, per liberarmi del ricordo di quei momenti, di quel periodo, di quel lavoro. Vita nuova, giacche nuove. Sono rimasti gli scarabocchi. Ma in fin dei conti, adesso, quelli non mi danno più fastidio; forse mi hanno salvato qualche ora di vita.

Se mi chiedessero quando e durante quali corsi ho fatto queste cose, non saprei rispondere… ed è indicativo che le ho trovate nelle tasche di giacche da lavoro che mettevo solo per le “occasioni” di formazione. La mia conclusione è che niente di ciò che è stato costruito a livello istituzionale, formazione compresa e a tutti i livelli, è a misura d’uomo. La specializzazione è di una tristezza sconfinata, perché ingabbia le menti in piccoli antri puzzolenti di muffa, mentre la Conoscenza è immensa e sa di spazi aperti e di mare e di vette da raggiungere. E’ così che hanno spento l’umanità; partendo dalle scuole, dai corsi di formazione, dai tecnicismi anche nell’insegnamento delle materie umanistiche. Di umano non è rimasto nulla. I test a crocette hanno poi dato il colpo di grazia. E’ come dare la revolverata finale alla nuca di un moribondo.