Anemone alpina – Pulsatilla alpina (L.)

L’etimologia del nome:

copincollato da www.etimo.it

Spesso i nomi delle piante derivano dal greco o dal latino e rimandano a qualche mito o a qualche leggenda particolare; nel caso specifico non sono riuscita a trovare nessuna connessione di questo tipo e mi limito dunque a ponderare un po’ sul fatto che “Anemos” in greco significa “Vento”; presumo quindi, e come me molti altri che di piante ne sanno più di me, che questo nome richiami il movimento che  fanno le code piumose lunghe 4 – 5 cm del frutto multiplo, quando sono mosse dal vento.

Il nome scientifico è Pulsatilla alpina (L.) Delalbre e vede almeno altre sei sottospecie. Anche il nome “Pulsatilla” richiama un movimento, quello di una pulsazione che forse ricorda il caratteristico dondolio dei frutti e dei fiori sotto l’azione del vento.

Dove cresce:  la si trova nelle zone fredde e temperato-fredde dell’Europa, dell’ Asia e del Nord America, fra i 1000 metri della fascia montana e i 2700 m della fascia nivale. In Italia fiorisce fra giugno e luglio. Preferisce i substrati calcarei o dolomitici. E’ una pianta perenne e si sviluppa per mezzo di gemme poste a livello del terreno; ha un asse fiorale allungato, spesso, ma non sempre,  privo di foglie.

Il frutto dell’Anemone alpina è costituito da un acheneto, formato da numerosi frutticini tipo achenio, lanceolati, gradualmente ristretti alle estremità, di 4-5 mm per 1,2-1,4 mm. Gli acheni sono di colore bruno e sono densamente ricoperti di peli bianchi. Queste piumette si muovono quindi a ogni minimo soffio di vento e sono curiose, molto belle da vedere.

Il fiore può essere di colore bianco, bianco azzurrognolo fino a giallo, giallo arancio, arancio; è costituito solitamente da fiori solitari con sei e più sepali petaloidei. Il momento in cui si osservano le piante è di solito nella loro fase di fioritura, perché è in quel momento che sono più appariscenti e attirano l’attenzione; certo il fiore è nella maggior parte delle volte la parte della pianta che ai nostri occhi appare esteticamente più gradevole; è una banalità dire che i fiori sono belli, eppure ci sono altre fasi della vita delle piante che, seppure le rendono meno appariscenti, conferiscono loro un fascino particolare, così come accade alla nostra Anemone alpina quando sfiorisce e il suo ciuffo di code piumose accarezza l’aria.

Proprietà farmaceutiche: Come quasi tutte le ranuncolacee la Pulsatilla alpina è pianta velenosa, perché contiene protoanemonina e ranuncolina; può causare nausea, problemi respiratori e diarrea, mentre il contatto con la pelle causa irritazioni cutanee. In passato veniva utilizzata per curare varie affezioni, principalmente respiratorie; il suo uso attuale è legato soprattutto a preparazioni omeopatiche; non occorre dire che essendo velenosa è meglio non toccarla.

Questa pagina, come quella di tutte le altre specie è in aggiornamento, perché per esperienza so che scoprirò altre curiosità che andranno a integrare quanto scritto. Mentre mi diletto a disegnare una scheda botanica che pubblicherò a breve e vado in montagna a recuperare qualche foto che renda bene l’idea, le immagini di questa pianta possono essere trovate facilmente anche in Rete.

Molte informazioni relative a questo articolo le ho reperite consultando:

Acta Plantarum

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