Gratitudine

Le perle di questi giorni sono le erbe nuove che qui solo ora cominciano a fiorire. Ne bevo i colori con la luce del mattino, che trovo sia la migliore, quella che ha la rugiada ancora aggrappata agli steli, immersa nelle corolle, fresca, perché il sole non l’ha ancora chiamata a farsi nuvole.
Niente che si replichi mai; la meraviglia nasce dal rinnovarsi di cicli perenni eppure sempre diversi, si celebra nel mutevole, nella incontenibile spinta a farsi altro, a nascere ancora e poi ancora e ad essere gloriosa magnificenza a partire dall’invisibile, dal microscopico mutare fino ad arrivare all’esplosione silenziosa e infinita del diverso.
In questi tempi imbevuti di paura, dove imperversa da ogni dove il trattamento implacabile e subdolo del terrore, trovo che le certezze che vengono dal susseguirsi inesorabile delle fasi naturali siano colme di una rassicurante quiete e di un potente antidoto alle ansie diffuse.
Se l’uomo imparasse davvero ad osservare la natura, non saprebbe che cos’è la noia e di certo si farebbe spaventare molto meno dalle cose della vita, perché conoscere annulla le paure.
Penso anche e spesso, ascoltando parlare le persone, e a volte ascoltando me stessa, che se l’esistenza lascia ferite e cicatrici dolorose nell’animo umano, qualche cosa ci spinge a cercare ciò che più sa farci riemergere; è una condizione che sperimentiamo tutti, questa.
Ho scoperto fortunatamente presto, che la natura sa e può lenire, consolare e infine, guarire. Può bastare un frullo d’ali, a volte, l’incontro improvviso con gli occhi sbarrati e curiosi di un cucciolo, il rumore dei passi cauti di un capriolo che si avvicina sull’erba fresca, il canto degli uccelli che piano si risvegliano all’alba;tutto questo può bastare anche nei momenti peggiori, per distrarre il cuore e la mente da pensieri cupi e pesanti e portarci alla bellezza.
Tutto questo e molto di ciò che, visti i limiti che mi sono propri, non so dire come vorrei, può bastare a rendere ogni attimo di ogni giornata degno di essere vissuto.
Da qui il senso di gratitudine che mi accompagna nei miei passi e nelle mie soste in solitaria quassù.